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Ravenna e la cultura ludica partecipata

 

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TERZO INCONTRO DI LABORATORIO: gioco ed inclusione sociale

Il terzo incontro di laboratorio presso la scuola primaria Pascoli di Ravenna è stato focalizzato sull'uscita in piazza del Popolo per intervistare gli adulti passanti, ponendo loro tre domande.

cartellone di base ingrandimento menù attività ingrandimento menù attivit di laboratorio ingrandimento
immagini che illustrano come il cartellone creato al primo incontro si arricchisce di aggiunte apportate da tutti/e e "menù" di attività svolti negli incontri successivi

Questo incontro ha trovato una lunga preparazione esercitata nel primo e secondo incontri, in cui si sono avviate dapprima le inchieste su cosa ne pensavano i bambini e le bambine dell'inclusione sociale, raccogliendo il loro punto di vista su quali potevano essere gli ostacoli (le barriere oggettive e relazionali) che impediscono ai bambini/e con disabilità di andare al parco a giocare divertendosi con gli altri/e; e anche si sono simulate interviste (con registratore vocale e camera digitale per filmare) centrate su questi problemi, facendo finta di impersonare ruoli di giornalista bambino/a e passante adulto, al fine di esplorare possibili problematiche organizzativo-logistiche relazionali ed emotive che si sarebbero incontrate nella realtà (saper che non tutti sono disponibili a dare tempo per l'intervista, che le formule rituali di approccio dell'altro aiutano la relazione, di rispetto e riconoscimento - presentarsi e chiedere il nome, spiegare il perchè si è li' e a chi si appartiene, se si può fare le domande e registrare la voce o filmare...).

CON LA CLASSE CHE HA ESPERIENZA

viaggiando verso la piazza ingrandimento
intervistando gli adulti ingrandimento
intervistando l'adulto ingrandimento

Il terzo incontro con il gruppo "vecchio" si è aperto con una "revisione" del necessario per il viaggio e l'intervista: orario partenza e ritorno, temporalità per restare "in azione" in piazza, luoghi della piazza in cui distribuire quattro sotto gruppi di attività, libertà di muoversi in coppia o in terzetto, avendo come riferimento un adulto per ogni sotto-gruppo, un testo di riferimento da cui leggere le domande, un foglieto e matita su cui appuntare le risposte.

Il viaggio per arrivare alla piazza è stato "maturamente composto" ma simpatico, con una bella fila che sapeva dove stava andando e perchè, con appropriata dimestichezza con verso i segnali stradali ed urbanistiche, e le indicazioni degli adulti supervisori.

L'azione ha visto più o meno da parte dell'intero gruppo classe, un'iniziale timore nell'approcciare chi non si conosce, preferendo le donne dalle bambine e gli uomini dai bambini. Poi, dopo i primi tentativi, anche sollecitati e facilitati dall'adulto di riferimento, tutto è diventato un gioco di cui si aveva dimostrava buona padronanza.

Il ritorno in classe ha visto tutti e tutte condividere in tre parole l'esperienza, sia dal punto di vista emotivo che dell'interesse e problematiche incontrate.

In generale tutti hanno dimostrato altlta soddisfazione per l'esperienza avuta, con desiderio di ripeterla e se vi sono state delusioni queste erano collegate ad alcuni adulti passanti intervistati, cioè da coloro che non hanno voluto condividere con i bambini/e l'inchiesta con genuinità e semplice disponibilità d'animo.

CON LA CLASSE NUOVA

Dall'incontro precedente sono solitamente rimaste in sospeso le scenette, e poi c'è sicuramente la voglia di ri-giocare con la zattera immettendo nuove sfide; potrebbe essere che altro che era nel menù delle attività progettate non sia stato completato nel secondo incontro, come la presentazione della Festa del diritto al gioco o visionato il video This is me( capita che non funziona il proiettore, la lim, il computer), oppure il confronto tra le risposte fornite dai bambini/e della classe con quelle dellle altre classi sulle domanda "Ostacoli al gioco all'aperto" oppure "Ragioni per cui è raro vedere bambini/e con disabilità giocare nel parco"; oppure avere considerato l'interdipendenza tra ciò che si fa e quanto dicono "I diritti della Convenzione".

Reciprocamente, ri- mostrando le scenette agli altri, si è ragionato sulla storia, sulla comprensione di quale era il problema e se erano fattibili la o le soluzioni ad essa, soprattutto se erano applicabili dai bambini/e stessi/e. Mentre o dopo si agiva la teatralizzazione, costante era l'universale questione inerente l'interazione umana del confrontarsi con l'altro/a, accettando il diverso punto di vista: reso differente anche solo per il fatto che - in classe - stando seduti in diversi luoghi, diverse erano le prospettive da cui si vedeva la scenetta. Cosi', ciò che non aveva visto o non comprendeva appieno o diversamente uno/una lo spiegava meglio l'altro/a.
Importante era stimolare il "so-stare" un pò di più nel problema, chiedendosi a posteriori come si sente uno o l'altro personaggio, per quali possibili motivi agisce cosi', immaginiamo cosa gli potrebbe essere successo prima di essere qui?

RIASSUMENDO
- primo incontro 2016 laboratorio Diritti in gioco
- secondo incontro 2016 laboratorio Diritti in gioco
- terzo incontro 2016 laboratorio Diritti in gioco
- quarto incontro 2016 laboratorio Diritti in gioco
- quinto incontro 2016 laboratorio Diritti in gioco