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Ravenna e la cultura ludica partecipata

 

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Lab scolastico secondo 2016

SECONDO INCONTRO DI LABORATORIO: gioco ed inclusione sociale

Come per il primo incontro, la diversificazione delle attività da proporre alla classe che era "nuova o vecchia" all'esperienza del laboratorio centrato sui diritti dei bambini/e a partire dal diritto al gioco, ha visto il dispiegarsi di un differenziato insieme di strumenti didattici e pedagogici. Lo scopo era entrare di più nel problema, e ritrovarsi responsabilmente coinvolti.

Il cartellone compilato del primo incontro è risultato un ottimo strumento per far rievocare memoria dell'esperienza precedente. Su di esso si è continuato a registrare quanto era utile per il procedere. Come ad esempio delle "sfide" per il ri-gioco della Zattera, prove centrate sull'includere nel gioco chi sembra che non possa partecipare come gli altri/e, causa la sua disabilità momentanea o permanente. Ma è proprio cosi' necessario fissarsi, vedere, solo il negativo?

Scenette centrate sul problema e le interviste simulate

intervista simulata scuola ingrandimento
intervista dei bambini ingrandimento
 

LE INTERVISTE - a piccoli gruppi si simulava l'uscita in piazza in cui coppie o piccoli gruppetti di bambini/e avrebbero incontrato adulti passanti, sconosciuti a loro. Facendo si è scoperto l'importanza dei rituali e della formalità per incontrare ed avviare una interazione umana, dello scrivere in un foglietto le domande da porre, della gentilezza e rispetto nel porsi di fronte ad una persona che non si conosce e a cui si chiede tempo ed attenzione, della possibilità che l'altro/a non abbia ne tempo ne mostri interesse verso la tua questione, dello spiegare il perchè e chi si è affinchè l'altro possa meglio comprendere la situazione e la richiesta.
Nell'intervista simulata emergevano anche la profondità o meno della comprensione del problema da parte di partecipanti.
Ai bambini/e è stato anche fornito un minimo di attrezzatura tecnologica come registratore vocale e camera digitale per filmare. Il tutto ha avuto una efficace presa sul gruppo, molto più coinvolto nell'esercitare il ruolo del giornalistà che fa inchiesta sul probalema sentito.
AutoFilmarsi, ha permesso nell'incontro successivo di rivedersi e commentarsi.

derisione scenetta ingrandimento abbraccio del disabile ingrandimento

LE SCENETTE - dopo avere fatto discutere il gruppo classe sui possibili ostacoli al gioco all'aperto da parte delle persone con disabilità, si è chiesto loro di ideare e mettere in scena piccole teatralizzazioni che mostravano l'ostacolo e le sue possibili risoluzioni di valicamento, il tutto escludendo il verbale, agendo con la mimica.
Ogni piccolo gruppo sceglieva l'ostacolo dalla lista da loro fornita, e agiva in classe o nel corridoio per preparare la piccola performance, nei luoghi idonei a potersi concentrare senza disturbi di altre attività in corso.
Per scelta rispetto al tempo e la diversificazione delle proposte, si è optato per approfondire il senso delle scenette nell'incontro successivo, lasciando al primo incontro solo la performance che ogni gruppetto piaceva mostrare algi altri/e.

Intervista a Rosa, mamma di Sofiarosa mamma di sofia ingrandimento
Per una classe è stato possibile realizzare l'incontro della stessa con Rosa, mamma di Sofia, che ha raccontato ai bambini/e la sua esperienza di mamma, e quali sono secondo lei i problemi - prevalentemente di relazione reciproca - che si devono superare per facilitare l'inclusione di sua figlia nel gioco all'aperto con gli altri/e.
Il momento è stato molto emozionante e ricco di curiosità e simpatia da parte dell'intero gruppo classe, permettendo ai bambini/e di entrare di più a fondo nel problema di trovarsi tutti e tutte coinvolti/e per fare ognuno/a la propria piccola parte per realizzare l'inclusione. Si è scoperto che all'informazione di base per comprendere la disabilità, serve poi accettare la sfida per relazionarsi con chi è diverso da se a partire dalle positività, da ciò che si può fare assieme, trovando comuni interessi che diano ad entrambi piacere di mantenere viva la relazione anche di carattere ludico, molte volte fondata su piccole cose (la carezza, il tenere per mano, il sorriso).

Visione delle immagini e video presenti nel sito internet www.parchigiochipertutti
A partire da questo sito internet si è poi acceduti al Blog pertinente, in cui sono stati trovati filmati di parchi giochi che al loro interno hanno maggiormente tenuto in considerazione criteri di "accessibilità obliqua", di possibilità di gioco divertimento per tutti e tutte. (vedi sotto, si forniscono link a video)video ingrandimento
La visione ci ha permesso di discutere su di una altalena da parco che è stata fatta appositamente per chi è in carrozzina. In verità questo video era una appello affinchè i bambini/e "normodotati" si sensibilizzassero a non giocare/rompere questo tipo di altalena, altrimenti diventava inultilizzabile "per chi aveva problemi".
Anche le etichette "normodotati/chi ha dei problemi" sono state messe in discussione, chi di noi non è diverso dagli altri/e anche perchè è dis-abile in qualcosa rispetto a chi è più abile nella stessa cosa?
Discutendo si è notato che è difficile fare coincidere infanzia a restrizione, impedire di curiosare ed esplorare ciò che non si conosce, anche se l'attrezzatura specialistica va considerata con la massima attenzione. I/le bambini/e hanno però capito e si sono promossi "ambasciatori" del messaggio, affinchè, anche per l'altalena speciale che è ai Giardini Pubblici della Loggetta Lombardesca di Ravenna, si prestasse più attenzione e che loro diventino - nel caso - portavoce del messaggio verso altri bambini/e che non hanno visto il video.

gioco con i pneumatici ingrandimento gioco con i penumatici ingrandimento
Queste due immagini recuperano il confronto di due idee di gioco con i pneumatici, in cui si sta dentro o si è a cavallo del pneumatico: un altro gioco inventato per il parco. in questa conversazione si è anche trattato della diferenza tra rischio e pericolo, "sfida ragionevole" e "sfida insensata" perchè farsi male non è mai piacevole, sopratuttto se ciò che si mette in palio vale di più di ciò che si può guadagnare (pensiamo al gioco della Rulet russa o al gioco d'azzardo)

La discussione è andata oltre, memori di quanto appreso dall'incontro con Rosa, considerando il fatto che bisognerebbe vedere il problema della disabilità anche dal punto di vista positivo, del cosa si può fare, delle abilità altre o residue di chi è considerato dis-abile, affinchè non venga vissuto solo come "inferiore/mancante di qualcosa" se confrontato con la normalità.
Accettare questa sfida vuole dire aprirsi verso nuovi orizzonti di possibilità non ancora codificate, esplorate, sperimentate, verso il nuovo da inventare - certo, resta il fatto che la disabilità va conosciuta nel suo specifico problema, e Rosa ci ha anche detto che i bambini/e sono attenti e curiosi di sapere che soca sono tutti quei tubicini che permettono a Sofia di respirare bene).
Ma anche si è voluto considerare il fatto che a noi non basta fare PER gli altri ma anche si vorrebbe fare CON gli altri, possibilmente in una interazione ludica soddisfacente per entrambi, divertente perchè questo garantirebbe la sostenibilità a lunga durata del gioco/relazione: la classe ha ideato cambiamenti a dei giochi da parco che potrebbero essere attuati con poca spesa, e che garantirebbero maggiore inclusione nel gioco perchè divertenti/utili a tutti/e; anche e soprattutto perchè nell'ideazione è stata tenuta in considerazione l'opinione ed il vissuto di una bambina in carrozzella parte della classe.
Cosi' si è visto un altro filmato (vedi link ai video sotto) che presentava l'inaugurazione di un nuovo parco accessibile, in esso c'èra nello sfondo una specie di "scodella con la molla" che funziona entrandoci dentro da soli o in coppia e si oscilla causa qualcun altro/a che spinge e/o tira, o se chi è dentro si agita e fa oscillare la "scodella" che lo accoglie. Ma se si potesse dotare quest'oggetto anche di una "accoglienza soffice/morbida", e di una "cintura di sicurezza" si faciliterebbe - a chi ha paura ed ha un corpo più "delicato" - di appoggiarsi e divertirsi senza timore. Largo all'immaginazione, ai possibili!
A tale proposito si attendono disegni/progetti dei bambini/e per illustrare meglio l'ideazione. (vedi quarto incontro)

Gioco della "Zattera inclusiva"il gioco della zattera ingrandire
Questa volta il gioco della Zattera (già sperimentato sin dal primo incontro) è stato in qualche modo suggerito anche dai partecipanti. l'adulto ha accettato la sfida assieme ai giocatori di creare un gioco che fosse veramente inclusivo, che riguardasse la difficoltà di fare giocare assieme abili e meno abili, dentro ad un comune denominatore di reciproco divertimento: sin dall'inzio, nel momento in cui si è definito il menù delle attività del laboratorio di quella giornata, sono state chieste ai bambini/e delle idee da includere nel gioco della zattera (horror, spingersi, limite flessibile, penitenze), a patto che assieme le si potesse tradurre in un qualcosa di inclusivo anche dal punto di vista di chi giocherà in carrozzella o di chi sarà con le stampelle (due componenti della classe sono in questa condizione di inabilità), sfruttando il tanto di positivo e di abilità che resta o che è di alternativo.
In pratica si è simulato qualcosa che potrebbe accadere nel parco giochi, dove con i mezzi propri e poveri dei bambini/e giocatori si tenta di mettersi alla prova, per restare tutti/e ad ideare "ciò che si può fare assieme divertendosi" anche con chi non può correre/rotolare/arrampicarsi come la maggioranza.

LINK ai video utili per attivare discussioni su specifiche questioni in classe
RIMINI - AREA GIOCHI INCLUSIVA TUTTI A BORDO! Un parco dove tutti i bambini possono giocare insieme. Un parco privo di barriere architettoniche, dove sono installati giochi il più possibile accessibili e fruibili da parte di tutti i bambini. Bambini che possono correre, bambini che usano la carrozzina, bambini ipovedenti, bambini con disabilità motoria lieve e bambini che amano saltare come grilli. Progetto in collaborazione con: Comune di Rimini, Fabio Casadei Designer, Associazioni di Volontariato del Territorio

RIMINI Pista! quando lo scivolo di ingresso al parco diventa anche un gioco accessibile, soprattutto a chi è in carrozzina

Documento che raccoglie link a video utili al gruppo classe, oppure solo per il confronto tra gli adulti - Inclusione in video

RIASSUMENDO
- primo incontro 2016 laboratorio Diritti in gioco
- secondo incontro 2016 laboratorio Diritti in gioco
- terzo incontro 2016 laboratorio Diritti in gioco
- quarto incontro 2016 laboratorio Diritti in gioco
- quinto incontro 2016 laboratorio Diritti in gioco