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Diritti in gioco primo 2017

DIRITTI IN GIOCO 2017 - resoconto primo incontroin classe ingrandimento

Come da progetto, il laboratorio prevede la differenziazione tra classi che hanno già fatto qualcosa l'anno scorso e quelle nuove.

CLASSI VECCHIE
L'avvio del laboratorio ha previsto che dopo una breve introduzione, si rievocasse qualcosa che i bambin/e ricordano dell'anno scorso e quanto è oggetto di questa rievocazione sono diventate parole chiave scritte sul cartellone, ed anche desideri del gruppo di lavorare ancora su quanto è stato già fatto l'anno scorso. Su questi aspetti si sono poi inserite le nuove contenuti che il facilitatore porta in classe per questa nuova edizione dello stesso laboratorio fatto l'anno passato.
Per questa classe, conversando, c'è anche stato modo di fare emergere un problema latente di inclusione/discriminazione legata la genere: il gioco e certi tipi di giochi sono stati riconosciuti come oggetto di esclusione da parte dei maschi verso le femmine. Questo è stato un problema che è stato aggiunto al programma delle attività che si attraverseranno in questi 4/5 incontri di laboratorio: rivedere i video di FunPage, il video THI IS ME sul diritto al gioco che ha come canzone "On top of the world", rivedere la presentazione della Festa del gioco (contenuti persi da una parte del gruppo perchè quel giorno c'era solo metà classe); inclusione ed esclusione nel/dal gioco tra maschi e femmine; il documento "Ostacoli al diritto al gioco all'aperto" visto dalla prospettiva dei bambini/e; giochi teatrali per la simulazione dell'intervista e l'attività del giornalista in piazza; tornare a fare qualche "gioco della zattera"; Matisse e il "disegnare con le forbici" (il collage ideativo).

cartellone di classe

Definito il programma di lavori con la classe si è proceduto al secondo contenuto, anticipando questo con una ricerca di significato della parola inclusione/esclusione/esclusivo facendo riferimento alle "altalene PER disabili in carrozzella" che si vedono nei nostri parchi, e del termine LOGO, simbolo di altro che rappresenta.
A tale fine èutile la lettura dell'articolo "L'altalena della discordia" di Paola e Raffaella del blog Parchi per tutti.

visione del video ingrandimento
cose da fare ingrandimento
dettagli del cartellone ingrandimento

Si è poi proceduto con la visione del video "Come divertirsi ai parchi per tutti" e con una raccolta e condivisione di commenti ad esso: divertente, un pò dimostrativo; mi ha fatto riconsiderare quanto sono fortunato; purtroppo ci sono troppi pochi parchi per i bambini con disabilità, si pensa poco agli altri; sarebbe una conquista di civiltà poter pensare che il mondo non è fatto solo per noi ma anche per chi è diverso da noi; il video mi ha fatto ricordare che ho assistito a fenomeni di bullismo verso una nostra compagna disabile; il parco era per tutti ma però nel video si vedono prevalentemente persone con disabilità.

Visione - con scambio di commenti e questioni a cui dare risposta - della presentazione per immagini dal titolo "I colori dell'inclusione", che è una raccolta di immagini da internet con cui altri/e hanno rappresentato il tema dell'inclusione sociale (dalle figure più realistiche alle più concettuali simboliche).
Questa presentazione di immagini è stata lanciata con l'intento - in un secondo momento - di coinvolgere il gruppo ad ideare un nuovo logo per www.dirittoalgioco.net al fine di renderlo più inclusivo (nel suo modo di essere rappresentativo di valori), nonchè esplorare e conoscere idee già realizzate da altri/e a cui potersi ispirare.
Assieme alle tante idee di cui si è potuto prendere coscienza, questo contenuto ha permesso di fare emergere le tante forme di diversità che sono oggetto di esclusione dal gioco (tra cui quelle che anche si sono presentate in classe in passato o che tutt'ora permeano lo sfondo delle relazioni): il genere di appartenenza; il colore della pelle; la cultura di provenienza; la forma del corpo (come essere snelli o robustelli); l'età; abilità/disabilità fisiche o sensoriali; la religione potrebbe essere una discriminante anche se per il momento non abbiamo esperienza di questo... e poi c'è anche quanto si esercita sulla libertà di pensare diversamente che dovrebbe essere tutelato in assoluto come si dichiara nell'articolo 14 della Convenzione.

L'attività avrebbe dovuto portare il gruppo a "disegnare con le forbici" (ispirandosi a Matisse), cioè ad ideare proposte di miglioramento al logo della Festa del diritto al gioco a partire da quanto appena è stato visto, "manipolando creativamente" fotocopie delle immagini proiettate.

Per mancanza di tempo ci si è fermati e rimandato l'attività alla prossima volta, concludendo con la lettura espressiva ad alta voce del testo in rima di Stefano Benni "C'è l'hai un'idea?"
- Spieghiamo ai bambini il diritto al gioco e l'area giochi inclusiva, PDF di una proiezione di immagini/testo elaborato da Claudia Protti e Raffaella Bedetti (link all'originale);

ALTRI LINK A VIDEO sui Parchi per tutti Parchi inclusivi:
- Parco Formentano: aperta area gioco per i bimbi disabili
- Agrigento, Giochi per i disabili nel nuovo parco
-
RIMINI - AREA GIOCHI INCLUSIVA TUTTI A BORDO! e anche Backstage Parchi per Tutti
- Parco giochi classico e parco giochi inclusivo - spiegato da un bambino
- un bel video in inglese sul diritto al gioco

in classe

CLASSI NUOVE

il cartellone bi direzionale ingrandimento
Scrivere al centro la frase "Diritti in gioco" e poi intorno associarvi le risposte fornite dai partecipanti
la pioggia ingrandimento
liberi di esprimersi anche con forme diverse dalla parola scritta, cercando gli ostacoli al gioco
gruppo di lavoro ingrandimento
gruppo di lavoro formato da una coppia più un'altra coppia
esempi di ostacoli ingrandimento
esempio di ostacolo ingrandimenti

Nel primo incontro, con una classe nuova c'è molto da conoscere e un buon punto di partenza è trovare il modo di combinare quanto si desidera fare come adulto con quanto la classe piacerebbe fare, a partire un punto di partenza comune: che cosa significa per voi il titolo del laboratorio? "Diritti in gioco..." scritto su di un cartellone e che cosa vi associano i partecipanti, può essere una valida modalità per affrontare innazitutto il problema del linguaggio comune, che è sempre un meta-obiettivo per qualificare la comunicazione; come anche per evitare di impostare una lezione a senzo unico, ma fare comprendere alla classe che, sin dall'inizio e con la testimonianza, si desidera l'interazione: libera scelta, divertirsi, tutti possono giocare, non discriminare in base alla diversità, giocare, piangere, regole, litigare/non litigare, parolacce prepotenza scioccherie ... sono le prime parole scritte sul cartellone e liberamente associate al titolo, e di cui si è condiviso il signficato. ma anche si è dato spunto di come questa o quella cosa indicata dai bambini/e sarebbe stata presa in considerazione dall'adulto durante i vari incontri del laboratorio. Esse, le parole associate, raccontano molto dei singoli che le esprimono ma anche della classe che - di rimando - esprime opinioni diverse rispetto al primo (al primo che si è esposto e che per questo va ringraziato/a); una classe che - innanzitutto - è posta subito di fronte al tema: libertà di espressione e pensiero come anche rispetto reciproco delle opinioni altrui, che è anche associabile alla Convenzione dei diritti dell'infanzia (leggendo commentando con alla classe gli articoli 13 e 14)
In questo modo materializzare, contestualizzare nel qui e ora, quanto è di un obiettivo del laboratorio: trattare dei diritti della Convenzione a partire dal diritto al gioco.

Alle parole in rosso espresse dal gruppo (come illustra l'immagine di sopra a destra), di rimando l'adulto vi ha associato altre 4 parole: gioco, inclusione, opinioni, indagine: si giocheranno assieme giochi proposti dalla classe e dall'adulto, si tratterà del tema dell'inclusione sociale, si raccoglieranno opinioni vostre e si attuerà un'indagine sugli ostacoli al gioco dal punto di vista dei bambini/e come anche degli adulti (genitori e altri parenti)
Con un'altra classe altre potranno essere le parole che si associano e altro potrà essere l'aggancio per spiegare alla classe che cosa porterà l'adelto, anche di nuovo rispetto a quanto egli aveva preparato.
Sottolineo, non siamo nella situazione di libertà dell'apprendimento, ma di modalità che coinvolgono a cercare assieme, a partire da una bussola ed orizzonte definito dall'adulto.

Dapprima in coppia e poi in piccolo gruppo (con-sociando una coppia all'altra) si chiede di listare "Quali possono essere gli ostacoli che impediscono ai bambini/e di giocare all'aperto?". Quindi si è loro chiesto di scrivere su dei fogliettini gli ostacoli uno ad uno.
La fase successiva era quella di esporre agli altri/e gli ostacoli e di attaccare, con lo scotch carta, il fogliettino sul cartellone.
In questa situazione - l'uno che racconta agli altri/e quanto ha trovato in coppia e/o in piccolo gruppo - c'è l'indagine avviata alla ricerca degli ostacoli al gioco all'aperto, ma è altrettanto importante poter sfruttare tale situazione in due altre direzioni, di natura educativa e formativa: persone diverse possono essere "sensibili" in modo opposto allo stesso ostacolo; il gruppo può avere con se le risposte accessibili al problema specifico; come anche scoprire che l'ostacolo che si espone ne nasconde un altro più importante.

Succede che l'ostacolo per l'uno non lo sia per gli altri e questo porta al confronto dialettico di opinioni diverse.
Succede che all'ostacolo definito si espongano anche modalità con cui lo stesso sia stato già superato da altri/e, testimoniando in questo modo quanto è già nel logo del sito internet: i bambini/e possono trovare risposte al loro problemi a partire da loro stessi/e (rompere il triangolo rosso che opprime)
Succede che parlando dell'ostacolo ci si accorga che il reale ostacolo sia altrove, spesso nelle decisioni/sensibilità degli adulti; e questo signfica che in famiglie diverse si pensi differentemente rispetto la stessa cosa - ma il bambino/a ha in questo modo l'opportunità di avanzare l'obiezione: "a casa del mio amico xy funziona diverso, perchè?").

Quest'attività impegna molto il gruppo nel confronto, e può durare anche un'ora. Ad essa solitamente si associa il compito per casa: con la stessa domanda indagate anche in famiglia, per consocere quali erano gli ostacoli al gioco all'aperto quando i vostri genitori enonni erano bambini/e.

Altra attività a seguire, può essere il video "This is me", il logo del sito internet he racconta della Festa (che va riorganizzato riprogettato) ; il gioco e lo scambio, in cui chiedere al gruppo di giocare un gioco da fare in classe in cerchio (da seduti o da in piedi) e la proposta "il vento soffia e fa spostare le persone che..."programma per la prossima volta ingrandimento

Sul cartellone vengono segnate indicazioni di che cosa sarà fatto all'incontro successivo, che sarà simile e diverso da classe a classe. Come ad esempio viene esposto nell'immagine qui affianco: video Thi is me; risultati dell'indagine verso i genitori; scenette (testralizzare gli ostacoli); documento Ostacoli al gioco dal punto di vista dei bambini/e di anni passati.
Per un'altra classe di quest'anno - ed in sede di espressione degli ostacoli al gioco - era emerso che ci sono attriti datra bambini e bambine, sotto forma di discriminazione dei maschi verso le femmine per quello che riguarda l'accesso al gioco del calcio in cortile scolastico. Questa è una questione particolare che verrà trattata in modo speciale ricorrendo ai "gruppi di genere", soprattutto perchè i partecipanti hanno espresso la volontà di confrontarsi/indagare ulteriormente.

LINK AI RESOCONTI DEGLI ALTRI INCONTRI DEL LABORATORIO "Diritti in gioco"
- primo incontro
- secondo incontro
- terzo incontro
- quarto incontro